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Anno sabbatico: come prendersi una pausa dal lavoro per viaggiare

Anno sabbatico:come prendersi una pausa dal lavoro articolo
Si sente spesso parlare di anno sabbatico. Quanti di noi vorrebbero prendersi un periodo di tempo lontano dal lavoro, dalla solita routine, e staccare veramente la spina? Quasi tutti credo.
E non necessariamente per rimanere tutto quanto il tempo a pancia all’aria a non fare una mazza, anzi. L’anno sabbatico nasce proprio per permettere a chi ha il privilegio di prenderselo di viaggiare, conoscere, provare cose nuove, per poi tornare un po’ più saggio, un po’ più aperto mentalmente anche, per poi continuare la propria vita dotato di un bagaglio ricco di esperienze.
Io stessa qualche anno fa decisi di prendermi un anno lontano dal lavoro perchè sentivo l’impellente esigenza di viaggiare, e viaggiare per un bel po’. Ed è stata la decisione migliore della mia vita. Decisione che alla fine mi ha anche portata a mollare il mio preziosissimo posto fisso per inseguire i miei sogni, ma questa è un’altra storia.
Piuttosto invece parliamo di come anche TU possa chiedere un anno di congedo (senza perdere il posto!).
Cominciamo!
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Cos’è l’anno sabbatico

L’anno sabbatico (o gap year in inglese) è quel periodo di tempo che viene concesso al dipendente dal datore di lavoro per permettergli di svolgere un’attività o di dedicarsi ad un progetto che altrimenti, lavorando, non avrebbe modo di portare avanti.
È stato introdotto in Italia dalla Legge 53/2000 (o legge Turco), che disciplina anche altri tipi di congedi, come quello per gravi motivi famigliari, per malattia, congedi parentali, ecc..
Ma perchè il datore di lavoro dovrebbe concedere un anno di permesso ai propri lavoratori?
Il senso dell’anno sabbatico è quello di permettere al dipendente di realizzarsi e crescere come persona, di dedicarsi ad un progetto a cui tiene. E un dipendente felice e realizzato lavora meglio e questo non può essere che positivo per l’azienda stessa.

Vorrei prendermi un anno di pausa dal lavoro per viaggiare, posso farlo?

Come potete immaginare, non esiste nessuna aspettativa specifica per “viaggiare”, ma, in base alla condizione in cui vi trovate, ci sono alcune opzioni che potete sfruttare a vostro vantaggio.
Le vostre chance di ottenere un’aspettativa dal lavoro, infatti, dipendono da:
  • quale lavoro svolgete
  • se siete dipendenti pubblici o privati
  • se avete un contratto a tempo determinato o indeterminato
Ho fatto alcune ricerche e ho individuato quali sono i casi in cui potete chiedere un periodo di pausa dal lavoro che potete utilizzare per viaggiare.

Aspettativa per motivi personali

L’aspettativa per motivi personali non è regolata da nessuna legge specifica ma è presente nella maggior parte dei CCNL (Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro), e non è da confondere con l’aspettativa per gravi motivi famigliari, che è invece regolata dalla Legge 53/2000.

Cosa s’intende per “motivi personali”?

L’ARAN, l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni, ne parla cosi:
” […] Tali esigenze possono identificarsi con tutte quelle situazioni configurabili come
meritevoli di apprezzamento e di tutela secondo il comune consenso, in quanto
attengono comunque al benessere, allo sviluppo ed al progresso dell’impiegato inteso come membro di una famiglia o anche come persona singola.
Pertanto, non deve necessariamente trattarsi di motivi o eventi gravi (con la connessa
attribuzione all’ente di un potere di valutazione della sussistenza o meno del requisito della gravità), ma piuttosto di situazioni o di interessi ritenuti dal dipendente di particolare rilievo che possono essere soddisfatti solo con la sua assenza dal lavoro.”

Come richiedere l’aspettativa per motivi personali?

Dipendenti privati

Per quanto riguarda i lavoratori del settore privato, la durata dell’aspettativa va di solito dai 6 mesi ad un anno, in base alla categoria. Per poterla richiedere è necessario aver maturato un certo numero di anni di servizio, che può variare dai 4 fino ai 10, sempre in base a che lavoro svolgete, e può essere concessa solo una volta nell’arco della vostra vita lavorativa (nella stessa azienda).
È necessario inviare una richiesta in forma scritta al vostro datore di lavoro, che valuterà se la vostra assenza è compatibile con l’organizzazione e le esigenze di servizio dell’azienda.
Nella vostra richiesta dovrete specificare le motivazioni per cui state chiedendo l’aspettativa, e sarà il datore di lavoro a decidere se sono legittime oppure no.
In genere questo tipo di aspettativa è riservato ai dipendenti con un contratto a tempo indeterminato. In alcuni rari casi potrebbe essere concessa anche a chi ha un tempo determinato, se la durata dell’aspettativa richiesta è compatibile con la durata del contratto di lavoro, e se questo è previsto dal CCNL.

Dipendenti pubblici

Per i dipendenti pubblici, invece, le cose sono un po’ più semplici. Infatti, l’aspettativa per motivi personali ha una durata di dodici mesi, fruibili al massimo in due periodi di 6 mesi ciascuno (per poter permettere all’azienda di sostituirvi), e in linea di massima può essere richiesta una volta ogni tre anni, e non è necessario che siano già stati maturati. Questo vuol dire che dal momento in cui avete un contratto a tempo indeterminato potete già chiedere l’aspettativa, senza aspettare di aver accumulato anzianità di servizio. Anche in questo caso è necessario inviare una richiesta in forma scritta al vostro datore di lavoro

Riceverò comunque lo stipendio?

In regime di aspettativa è vietato svolgere un’altra attività lavorativa. Questo è particolarmente valido per i lavoratori pubblici, che sono soggetti all’esclusività del rapporto di lavoro cosi come stabilito dalla Costituzione, che, all’articolo 98, stabilisce che i “pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione”.
Inoltre, durante il periodo di aspettativa, non percepirete nessuna forma di retribuzione, non maturerete alcuna anzianità di servizio, e non vi verranno versati i contributi. In pratica il vostro contratto è ancora valido ma viene in qualche modo “congelato”.
Ora che avete un’idea delle vostre reali possibilità vi starete chiedendo:

Quali motivazioni presentare per ottenere l’aspettativa?

Bhè, è qui che ve la dovete giocare bene. Io per esempio scrissi che volevo andare all’estero per migliorare il mio inglese, come mi era stato consigliato dallo stesso Ufficio del Personale della mia azienda. E non importa che lavoro fate: visto il disastroso livello di inglese che abbiamo in Italia, dire che volete imparare una lingua potrà solo che farvi onore e probabilmente anche il vostro datore di lavoro sarà contento di avere qualcuno in azienda che parla inglese fluentemente!
Prima di fare qualsiasi cosa, parlate prima con il vostro diretto superiore e poi con l’Ufficio del Personale, che vi darà informazioni corrette e precise su come procedere. Inoltre, è importante capire in che tipo di situazione si trova la vostra azienda prima di avanzare richieste: se per esempio siete sotto di personale è difficile che vi venga concesso un congedo cosi lungo. Magari vale la pena aspettare qualche mese, quando ci saranno meno problemi a sostituirvi. Agite in un momento di calma, quando le probabilità di ricevere un si sono più alte.

Aspettativa per formazione

L’articolo 5 della Legge 53/2000, per i dipendenti pubblici e privati con almeno 5 anni di servizio (presso lo stesso datore di lavoro), prevede la possibilità di chiedere l’aspettativa per una durata di 11 mesi (anche frazionati) nell’arco della vita lavorativa.
Questo tipo di congedo è stato creato per permettere ai lavoratori, per esempio, di finire la scuola dell’obbligo, di ottenere il diploma, o di conseguire una laurea, o per altre attività formative diverse da quelle proposte all’interno della tua azienda.
Anche in questo caso il dipendente non riceve alcuna retribuzione, e anche l’anzianità di servizio verrà bloccata. Come per l’aspettativa per motivi personali, non vi è permesso lavorare.
Con questo tipo di aspettativa potete per esempio passare un anno all’estero a studiare e viaggiare allo stesso tempo. Non so, prendere un master e tra un esame e l’altro andare in esplorazione! Oppure potete pensare di andarvene dall’altra parte del mondo in Australia con uno Student Visa (che tra l’altro vi permette di lavorare 20 ore a settimana per sostenere le spese, ma non ditelo in giro) e imparare l’inglese come si deve e frequentare uno dei loro corsi.

Aspettativa per docenti scolastici

Il vero anno sabbatico nasce inizialmente per la categoria dei docenti scolastici, e viene disciplinato dall’ art. 26 comma 14 della legge 448/1998 (finanziaria ‘99) che recita:
I docenti e i dirigenti scolastici che hanno superato il periodo di prova possono usufruire di un periodo di aspettativa non retribuita della durata massima di un anno scolastico ogni dieci anni. Per i detti periodi i docenti e i dirigenti possono provvedere a loro spese alla copertura degli oneri previdenziali”.
Anche detto “Anno di riflessione importante per la formazione”, l’anno sabbatico riservato agli insegnanti può essere fruito solo dai Dirigenti e dai docenti di ruolo.
In questo caso non è necessario fornire alcuna motivazione, ma si è sempre soggetti al regime di incompatibilità che non permette ai dipendenti pubblici di svolgere altre attività lavorative.
Cosi come gli altri tipi di aspettativa, anche questa non da diritto alla maturazione dei contributi e dell’anzianità di servizio. L’unica eccezione è per i docenti universitari per i quali l’anno sabbatico è previsto per un periodo massimo di 2 anni ogni 10 di servizio ed è normalmente retribuito. Questo perchè non lo si considera come un anno di “pausa”, ma come un periodo ti tempo che il docente utilizzerà per fare attività di ricerca, necessaria allo svolgimento delle sue mansioni.
Se volete approfondire l’argomento qui trovate tutte le informazioni che vi servono.

La mia esperienza

Per quanto mi riguarda riuscii a prendermi un anno sabbatico nel 2016 grazie all’aspettativa per motivi personali. Lavoravo già da un paio d’anni in un ospedale pubblico come tecnico di radiologia, con un contratto a tempo determinato che ogni 8 mesi mi veniva rinnovato. Fino a che finalmente ottenni il ruolo, e di li a pochi mesi avanzai la richiesta per l’aspettativa.

La prima cosa che feci fu andare all’Ufficio del Personale, che mi diede tutte le informazioni necessarie per procedere (modi e tempistiche). Poi parlai con il mio responsabile, per capire se secondo lei il reparto era in una condizione tale da poter sostenere una cosa del genere. Una volta avuto il suo parere positivo mandai la richiesta cosi come indicatomi dall’Ufficio del Personale. Tutto questo con qualche mese di anticipo rispetto alla data della partenza (erano necessari almeno 3 mesi di preavviso per dar modo all’azienda di assumere qualcuno con cui sostituirmi). Come motivazione scrissi che sarei voluta andare in Australia per migliorare il mio inglese, e nel giro di un mese mi diedero il via libera.

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Se anche voi state pensando di prendervi un anno di pausa, bhè… non posso che augurarvi buona fortuna! E spero che questo articolo vi abbia aiutato a chiarirvi un po’ le idee!
Se avete dubbi o cose da chiedermi lasciate pure un commento qua sotto e sarò felice di rispondervi!

Alla prossima!