Una vita in vacanza è possibile! Leggi questo articolo per capire come diventare nomade digitale e iniziare a lavorare da qualsiasi parte del mondo!
nomade digitale - Come Diventare Nomade Digitale e Conquistare la Libertà
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Diventare un nomade digitale equivale ad aver fatto bingo nella vita, per un sacco di persone. Essere nomadi digitali vuol dire aver conquistato il grado massimo di libertà possibile in questa società che ci vuole schiavi del nostro mestiere, schiavi della routine, dell’ufficio, dei colleghi, delle riunioni, del capo. Una società che ci costringe a scambiare il nostro preziosissimo tempo per i soldi. Diventare nomade digitale significa slegarsi da tutte queste dinamiche, scappare dal cosiddetto “nine to five”, diventare artefici della nostra vita e  tornare padroni del nostro tempo.
Immaginate di poter lavorare letteralmente OVUNQUE (a patto che ci sia una buona connessione Wi-fi), di potervi spostare dove e quando volete, di lavorare dal vostro divano se lo volete, e di avere la libertà di comprare un biglietto aereo per le Bahamas e il giorno dopo lavorare invece dalla vostra camera d’hotel.

Ma come diventare nomade digitale? Avendo il coraggio di un leone

Sembra follia, ma in tanti ce la fanno e ce l’hanno fatta. Ma come tutte le cose belle, diventare nomade digitale richiede tempo e dedizione. Bisogna essere cocciuti e non mollarci. Mai. Ecco perchè solo in pochi ci riescono.
L’Italiano medio non ce ne ha di sbattersi. Chi glielo fa fare di rischiare di fallire quando un lavoro ce l’ha già? Meglio rimanere nella mediocrità senza neanche provarci. E lamentarsi, perche è cosi che fanno tutti.
Se siete arrivati fin qua, vuol dire che voi l’italiano medio non lo volete più essere. Volete di più dalla vita, come lo voglio io. E non parlo dell’amaro Lucano. Come ho già detto, vi aspetta un percorso lungo e faticoso, e la possibilità di fallire è alta, ma se ce la farete raggiungerete… si, la libertà!
Ora che vi ho motivato per bene, veniamo al sodo.

Come diventare nomade digitale?

La domanda da dieci milioni di dollari.
Iniziamo col dire che non esiste il mestiere di “nomade digitale”. I nomadi digitali sono una categoria di persone che svolgono i mestieri più disparati. Cos’è che li accomuna quindi? Il fatto di poter lavorare da remoto (e quindi di non dover andare in ufficio ogni mattina) e spesso di avere un reddito di tipo passivo. Il reddito passivo vi permette di guadagnare indipendentemente dalle ore di lavoro che svolgete. Credeteci o no, potete guadagnare mentre state dormendo o mentre siete in vacanza (di questo ne parlerò più avanti, stay tuned).
Ma come di fa, in concreto, a raggiungere uno stile di vita del genere?
Bhè, avete diverse possibilità, in base alle vostre competenze e al grado di sbattimento a cui volete sottoporre voi stessi.
Per diventare nomadi digitali avete sostanzialmente tre strade che potete intraprendere:
  • lavorare da remoto per un’azienda, quindi da dipendente;
  • lavorare da freelance;
  • aprire un business on-line.

Come diventare nomade digitale – Lavorare da remoto da dipendenti

Farsi assumere da un’azienda che vi da la possibilità di lavorare da remoto è la soluzione più semplice per dare una svolta tua vita, per sbarazzarti dell’odiata routine e per iniziare finalmente a diventare padrone del tuo tempo.
Sempre più aziende, soprattutto all’estero (ma anche in Italia ci stiamo svegliando dopo che molte persone hanno iniziato a lavorare in smart-working causa Covid), prevedono che una parte dei propri collaboratori lavori da casa. Alcune addirittura, chiamate aziende distribuite, non hanno uffici fisici ma dipendenti sparpagliati per tutto il globo.
Lavorare in questo modo sembra un sogno, ma non è tutto oro quello che luccica. Lavorare da casa significa essere in grado di autogestirsi e di portare a termine i compiti che ci vengono assegnati senza nessun tipo di supervisione. Non avere il capo che ci sta sul fiato sul collo può essere un sollievo, ma per alcuni questo potrebbe voler dire scivolare nella nullafacenza e rischiare di accumulare un sacco di lavoro perchè non si è stati in grado di gestire il proprio tempo.
Quindi prima di fare un salto del genere fatevi un’esame di coscienza e cercate di capire se siete tagliati per lavorare in autonomia.
Se pensate che un lavoro cosi possa fare per voi potete trovare una lista di portali dove trovare lavoro da remoto nel mio articolo “Lavorare da remoto: cos’è e come puoi farlo anche tu“, dove approfondisco l’argomento.

Come diventare nomade digitale – Lavorare da freelance

Lavorare da freelance significa mettere a disposizione le proprie competenze per portare a termine progetti di terzi in cambio di una retribuzione. Il lavoro del freelance è sempre stato visto un po’ come il lavoro dei sogni, ma anche in questo caso non fatevi ingannare. Qualunque freelance vi dirà che si, la sua vita sicuramente non ruota attorno al timbrare un cartellino, ma è piena di incertezze e soprattutto di duro lavoro. Il freelance lavora per se stesso, ma non ha ferie, anzi, spesso lavora anche quando è in vacanza.
È uno stile di vita sicuramente affascinante, ma anche in questo caso non è per tutti. Il freelance ha la responsabilità di doversi procurare i progetti a cui lavorerà e per i quali verrà pagato. Con l’esperienza e il passaparola, di man in mano che questo professionista si fa conoscere nel suo ambito di competenza, sarà sempre più facile per lui garantirsi un flusso di lavoro costante. Il duro lavoro, come spesso accade, è da svolgere all’inizio.
Se siete giovani e con poca esperienza o vi affacciate per la prima volta nel mondo del freelancing, portare a casa un’intero stipendio tutti i mesi non sarà affatto facile. Spesso infatti dovrete mettervi il cuore in pace ed accettare il fatto di lavorare gratis per crearvi un portfolio.

Siete già dei professionisti con dell’esperienza? Siete a cavallo!

Se decidete di diventare freelance mentre avete già in mano delle competenze consolidate, avere successo per voi non sarà cosi difficile come per chi comincia da zero. Questo potrebbe essere il caso per esempio di qualcuno che ha sempre lavorato per un’azienda e ad un certo punto decide di mettersi in proprio e utilizzare le sue competenze per lavorare privatamente.
Se pensate di cadere in questa categoria, continuate a leggere!
Creati una lista di contatti
La prima cosa da fare per iniziare a procurarti clienti è forse la più ovvia: contattate le persone con cui avete lavorato quando eravate dipendenti e fategli sapere che vi siete messi in proprio. Cercate di usare il passaparola, che è sempre la cosa che funziona meglio di tutte. Chiedete ad amici e parenti di spargere il verbo!
Prenditi cura del tuo personal branding
Oltre a questo ti consiglio di crearti un’identità professionale che aiuti anche chi non ti conosce già  farsi un’idea di chi siete e che tipo di servizi offrite.
Il punto di partenza è sicuramente quello che viene chiamato personal brandind. Il personal branding non è altro che il processo con cui la vostra persona e le vostre competenze acquistano un’identità ben precisa e riconoscibile, come se foste un’azienda vera e propria.
Vi faccio un esempio: che cosa vi viene in mente se vi dico Coca Cola? Probabilmente i colori rosso e bianco, probabilmente un certo tipo di font, molto probabilmente uno slogan e la pubblicità di Natale! Tutti questi elementi fanno parte del branding dell’azienda, grazie ai quali riesce ad essere sempre riconoscibile e riesce a trasmettere un messaggio ben preciso ai propri clienti.
Questo è esattamente quello che volete fare con voi stessi: scegliete i vostri elementi grafici, i colori, lo slogan con molta cura, perchè quelli saranno gli elementi che vi caratterizzeranno e che trasmetteranno una certa “vibe” ai potenziali clienti. Ecco un’ottimo articolo che spiega in dettaglio come fare personal branding.
Createvi un portfolio
Dopo aver sviluppato il vostro progetto di personal branding e aver capito a quali clienti vi volete rivolgere, è arrivato il momento di creare un sito web (potete usare WordPress ma anche Squarespace è un’ottima alternativa) che fungerà da portfolio, grazie al quale i vostri potenziali clienti possono visionare i vostri precedenti lavori e capire se siete il professionista che fa per loro. Li potete mettere tutti i vostri contatti diretti e social, cosi che sia facile mettersi in contatto con voi.
Fatevi conoscere
Ultimo step: far sapere a tutto il mondo che esistete! Per fare questo dobbiamo usufruire del magico mondo dei social media! E che ve lo dico a fa? Aprite un account Instagram, una pagina Facebook, e soprattutto un profilo Linkedin dove i vostri potenziali clienti possano trovarvi e visionare il vostro curriculum e il vostro sito web.

Se partite da zero

Quella di iniziare a lavorare da freelance senza nessuna conoscenza di base è un’impresa non da poco, ma possibile, se davvero lo volete.
Il consiglio che mi sento di darvi è quello di scegliere qualcosa che vi piace fare, che vi appassiona, di cui non vi stanchereste mai. Lasciate il fattore soldi in secondo piano, perchè se è quello l’unico motivo che vi spinge ad essere un freelance è facile che vi stanchiate dopo poco e che mandiate tutto all’aria. Fare il programmatore si, è un’idea allettante, ma se siete delle capre con il computer potete metterci tutto l’impegno che volete ma non sarà mai una cosa che vi verrà naturale o che farete volentieri e finirete con l’odiare il vostro lavoro.
Ma passiamo al lato pratico: come diventiamo bravi ed esperti in qualcosa dal nulla? Credeteci o no, non sempre serve una laurea o qualche titolo altisonante per essere definiti degli esperti. Per fortuna viviamo nell’era di Internet e del digitale dove la conoscenza è a portata di tutti, spesso gratis o a prezzi stracciati. Potete iniziare a formarvi tramite i vari portali di e-learning presenti sul web, eccone alcuni:
Questi siti (quasi tutti in Inglese, se non lo sapete parlare vi suggerisco di rimediare al più presto) vi permettono per pochi Euro di assistere a lezioni o di avere l’accesso a video corsi sulle materie più disparate.
Se non avete la minima idea di dove iniziare, ecco una lista di lavori che potete fare da freelance
  • Web writer
  • Copywriter
  • Esperto SEO
  • Fotografo
  • Traduttore
  • Videomaker
  • Graphic designer
  • Consulente marketing
  • Programmatore
  • Sviluppatore di siti web
  • Consulente marketing
  • Social media manager
Dopo aver capito quale tipo di lavoro volete svolgere da freelance, è ora di trovarlo questo lavoro! Un ottimo modo per iniziare, specialmente se non avete molta esperienza, e quello di affidarsi a quelle piattaforme online che permettono ai professionisti ed ai clienti di incontrarsi. Questi siti web sono molto popolari e la con concorrenza non è poca, ma sono un ottimo punto di partenza per iniziare a lavorare e mettervi alla prova.
Ecco una lista delle migliori piattaforme di intermediazione on-line:

Come diventare nomade digitale – Aprire un business on line

Quella di aprire un business online è forse la soluzione più difficile tra quelle che vi ho elencato, quella che richiede più lavoro e impegno a monte, ma anche quella che ci darà la maggiore libertà una volta avviata la nostra attività.
Aprire un business online vuol dire sostanzialmente vendere dei prodotti, che possono essere prodotti nostri o  prodotti di altri. E quando dico prodotti intendo sia i prodotti fisici che quelli digitali (o infoprodotti).

Vendere prodotti di altri

Vendere prodotti altrui è forse il modo più semplice per iniziare  a fare soldi online. Sto parlando delle affiliazioni. Se non sapete cosa sono le affiliazioni, ve lo spiego subito: molte aziende oggigiorno offrono la possibilità di guadagnare delle percentuali (anche interessanti, in base al tipo di prodotto) sulla vendita dei loro prodotti consigliati da chi partecipa al loro programma di affiliazione. In pratica non e altro che una specie di vendita porta a porta trasportata nell’era del digitale!
Vi faccio un esempio: mettiamo il caso che siate i proprietari di un sito web o di un account Instagram che parla di sport: un’idea potrebbe essere quella di partecipare al programma di affiliazione della Decathlon e consigliare i loro prodotti (se veramente vi piacciono, sia chiaro) ai vostri follower o a chi frequenta il vostro sito internet aggiungendo un link tramite il quale chi vorrà potrà acquistare i prodotti che state pubblicizzando. Ogni volta che qualcuno acquisterà qualcosa tramite i vostri link affiliati voi guadagnerete una commissione.
Le aziende che hanno un programma di affiliazione sono davvero tantissime: scegliete quelle in cui credete davvero e delle quali avete provato i prodotti. Consigliate solo i prodotti che vi piacciono davvero e non tanto per cercare di fare più soldi possibile. Ricordate sempre che quando si tratta di lavorare online la reputazione è tutto, e se dimostrate di non essere onesti con chi vi segue il danno sarà soltanto vostro e non ne vale la pena se volete fare dell’online il vostro futuro lavoro.
Esempio: non ha senso consigliare prodotti di due aziende che sono dirette concorrenti.

Vendere prodotti propri

Vendere i propri prodotti e quello che alla lunga ci porterà i maggiori guadagni, se sappiamo come farlo bene.
Come già detto, possiamo scegliere di vendere sia prodotti fisici che prodotti digitali.
Se siete bravi con i lavori manuali o siete dei creativi, potete pensare per esempio di aprire un vostro negozio online dove vendere le vostre creazioni. Potete per esempio utilizzare, ancora una volta, Squarespace per creare la vostra vetrina virtuale, o affidarvi a siti web specializzati come Etsy, dove vengono vendute creazioni artigianali provenienti da tutto il mondo. Ovviamente dovete anche preoccuparvi della spedizione e di fornire un minimo di assistenza clienti.
I prodotti digitali, invece, sono quelli che io preferisco. Vendere qualcosa che esiste solo all’interno di un computer ha il vantaggio di tagliare completamente le spese di produzione (o al massimo richiede un minimo investimento iniziale), di trasporto, spedizione, ecc ecc. Un prodotto digitale lo create una volta  e basta. Potete facilmente modificarlo e migliorarlo, e accessibile da tutto il mondo ed è immediatamente disponibile, tempo di un download. Ultima cosa, e forse la più importante, i guadagni derivanti dalla vendita di infoprodotti sono completamente slegati dal vostro tempo.
È vero, all’inizio dovrete lavorare duro e investire molte ore per creare qualcosa di valore che la gente sia invogliata a comprare, ma una volta fatto questo, una volta che il prodotto è online, quello che dovete fare e semplicemente aspettare che la gente lo compri! Ecco cosa intendevo quando dicevo che guadagnare passivamente vuol dire guadagnare anche mentre dormite!

Ma cosa si intende per prodotti digitali?

Per esempio, le guide, come le guide turistiche, le guide fotografiche, ecc. La bellezza delle guide è che potete creare una guida su qualsiasi argomento, a patto che ci sia una domanda per quell’argomento. Una guida su come fare delle foto perfette per Instagram sicuramente venderà di più di una guida su come tagliare correttamente le unghie al vostro criceto!
Un’altro esempio possono essere i video corsi. Che ci piaccia o no, negli ultimi anni la comunicazione sta virando inesorabilmente dalla forma scritta al video: insegnare qualcosa tramite una serie di video è sicuramente una buona idea in questo momento storico.
Udemy e Skillshare sono due delle piattaforme dove potete vendere i vostri video-corsi, guadagnando in modo passivo semplicemente insegnando qualcosa agli altri.
L’alternativa e quella di fare tutto in autonomia e vendere i vostri prodotti tramite i social media o tramite il vostro sito web. Per fare questo, dobbiamo trattare il nostro business online come una vera e propria impresa, molto prima di iniziare a guadagnare con essa.
Infatti, prima di partire a razzo e cercare di vendere prodotti a chiunque, dobbiamo capire:
  1. se il prodotto che vogliamo realizzare ha del potenziale, che vuol dire capire se, una volta realizzato, sara un prodotto che vende o che finirà nel dimenticatoio;
  2. dove trovare i possibili clienti interessati al prodotto che cerchiamo di vendere.
Per rispondere alla prima domanda dobbiamo condurre un’indagine di mercato, che ha lo scopo di capire se il prodotto che abbiamo in mente andrà a soddisfare un bisogno oppure no. Per quanto riguarda il secondo punto, anche qui si tratta di studiare quali “luoghi virtuali” i nostri possibili clienti frequentano e quello a cui sono interessati per capire quale strategia di marketing adottare. Ecco qui un articolo che vi aiuterà a chiarirvi le idee su questo punto.
Una volta trovate le risposte a queste due domande, dovrete crearvi un’audience, ovvero attrarre quelle persone che possono essere interessate al vostro prodotto. Come? Ponendo voi stessi come degli esperti nel vostro settore generando contenuti di valore utili all’audience che state cercando di attrarre. Un esempio tipico è il blog.

Aspetta! So cosa stai pensando. “Il blog è roba vecchia, nessuno li legge più, è inutile perderci del tempo”

È vero, i blog come quelli che si trovavano online fino a qualche anno fa sono caduti in disuso, ma nel tempo si sono evoluti. Oggigiorno un blog che tratta uno specifico argomento non è altro che un contenitore di informazioni utili al lettore, che se si riterrà soddisfatto continuerà a tornare da voi per cercare informazioni sullo stesso argomento. Se sul vostro blog metterete in vendita i vostri infoprodotti (che saranno ovviamente in linea con gli argomenti del blog), una piccola percentuale dei vostri lettori finirà per comprarli. Ed ecco che avrete iniziato a fare soldi con un sito web!
Questo è il concetto base di come fare soldi con un blog, le cose da dire sarebbero veramente tantissime e potrei scriverci un libro. Se vuoi approfondire l’argomento ti consiglio di leggere questo articolo scritto da Dario Vignali, che ritengo uno dei massimi esperti di marketing in Italia per quanto riguarda l’online (in realtà tutto il suo blog è una miniera d’oro per quanto riguarda il marketing on-line).
Se questo articolo ti è stato utile, fammelo sapere nei commenti! Alla prossima!

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Ho mollato il lavoro perchè volevo viaggiare a tempo pieno. Nel mio blog vi insegno come viaggiare più a lungo spendendo meno!

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