articolo su byron bay: paradiso hippie o gigantesco fake?

Quando sono partita per il mio secondo anno di Working Holiday Visa in Australia avevo perfettamente chiaro in testa quale sarebbe stata la mia prima meta: Byron Bay. Avevo passato qui i miei primissimi giorni in australia quasi due anni prima e questo posto ha sempre avuto un posto speciale nel mio cuore. Non c’era nessun altro luogo al mondo che in quel momento avrei voluto chiamare casa.

Quando qualcuno parte per l’Australia tutti si aspettano che il punto di partenza sia una grande città come Melbourne o Sydney. Byron Bay è invece una cittadina di neanche 10.000 abitanti, la cui principale attrazione turistica è la camminata che porta al faro. Nonostante le dimensioni è molto frequentata dai turisti, specialmente durante Natale e Capodanno. Trovare lavoro non è facile, e mantenerlo anche dopo l’alta stagione (quando noi poveri backpackers non serviamo più), ancora meno. Come se non bastasse i prezzi sono mediamente più alti del resto dell’Australia.

E quindi, giustamente, la domanda che tutti mi ponevano era: ma allora perchè proprio Byron Bay??

Se vi capita di parlare con qualcuno che è stato, o ha vissuto a Byron, è probabile che vedrete i suoi occhi brillare. La gente lo descrive come un posto unico, diverso da tutti gli altri, ma raramente è in grado di spiegare il perchè. Si può dire che la caratteristica di Byron che più salta agli occhi è l’aria rilassata (come se l’Australia in se non lo fosse abbastanza) che si respira camminando per le sue strade. Tutta la città è immersa in questa specie di atmosfera hippie che difficilmente si trova altrove, e in effetti è soprattutto per questo che Byron Bay è famosa fra i viaggiatori.

Durante gli anni ’60 e ’70 Byron è stata uno degli epicentri hippie d’Australia: tutti quei giovani che si volevano ribellare al consumismo, alla corsa a chi fa più soldi, al modo di vivere “classico” per abbracciare una vita più semplice e autentica, trovavano a Byron l’ambiente perfetto in cui vivere. Cosi, nel corso degli anni, questa comunità si è andata espandendosi, e ad oggi tutto questo fa parte del dna di Byron Bay.

happy coach byron bay

Il “vivere alternativo” è la normalità: qua non troverete niente che si avvicina ad un fast food, anzi. Il cibo è tutto fortemente orientato verso il vegan-biologico-kilometro zero. Il rispetto per l’ambiente è una priorità: l’uso della plastica viene ridotto al minimo, le cannucce bandite o sostituite con quelle di carta, le tazze del caffè take away completamente compostabili. Provate a lanciare qualche rifiuto per strada o ancora peggio in spiaggia: di sicuro ci sarà qualcuno che vi guarderà male o che più probabilmente vi prenderà a male parole. Non ci sono centri commerciali o negozi delle grandi catene, ma soprattutto botteghe e piccoli esercizi.

Tutto perfetto, no? Purtroppo c’è anche il rovescio della medaglia, e ora vi spiego il perchè.

In questi ultimi anni tutti quanti stiamo assistendo a questo fenomeno di massa che ci spinge tutti ad essere vegani, a mangiare gluten-free, lattosio-free, questo e quell’altro-free, a mangiare biologico, ad evitare i prodotti testati sugli animali, quelli che contengono troppe sostanze chimiche, quelli prodotti da compagnie che hanno un’etica discutibile, e cosi via…É un po come se ci fossimo resi conto che stiamo andando un po’ troppo in fretta, che forse è meglio tirare il freno a mano e tornare un po’ alle abitudini di una volta, quando tutto era più semplice e genuino. E per quanto io sia d’accordo su questo cambio di rotta mi rendo anche conto che i soldi che girano attorno a questa moda sono parecchi.

E a quanto pare se ne sono resi conto anche a Byron Bay.

Anzi, Byron è proprio la culla ideale per far fiorire un business del genere. Ed è cosi che insieme agli hippie della vecchia guardia con la barba lunga e i piedi zozzi convivono i “neo-hippie” o “hippie-coi-soldi“. Questa è la gente che va a comprarsi i vestiti nel negozio che vende solo fibre naturali importate dall’india a prezzi assurdi, che prende lezioni di yoga vista mare a 50 dollari l’ora, che fa la spesa al “Santo’s Organics” e non al supermercato come tutti i cristiani, e paga un kilo di patate 16 dollari perchè sono biologiche. Sono le ragazze che pensano di essere alternative solo perchè hanno addosso una gonna lunga fino ai piedi ma si vede lontano un miglio che hanno passato due ore davanti allo specchio. Le stesse che vanno nei ristoranti fighi, quelli che sembrano appena usciti dal catalogo, e che sborsano bei soldi per un po’ di tofu al cardamomo con contorno di semi biologici solo per poterlo postare su Instagram.

beach mandala byron bay

Tutto questo non ha niente di hippie.

Cosi mi sono ritrovata a chiedermi se questa città non fosse altro che una gigantesca farsa.
Che si, fosse nata come una realtà alternativa ma che si fosse piegata col tempo alle regole della globalizzazione e avesse perso la sua autenticità, quella che  l’aveva resa un posto speciale per tutti questi anni.
Dopo averci vissuto per quasi sei mesi credo di poter dire che la verità stia nel mezzo.
Byron Bay vive fondamentalmente di turismo, e per sopravvivere deve dare alla gente quello che la gente vuole. Anche la gente del posto, quelli che si lamentano che Byron bay era meglio prima senza tutti questi turisti e tutti questi backpackers stanno cavalcando l’onda neo-hippie. Quindi si, c’è molto di costruito. Hanno preso tutto quello che una volta era appannaggio di pochi, degli alternativi, di quelli che vivevano ai margini della società perchè non volevano farne parte, gli hanno dato una bella mano di lucido e lo stanno vendendo a chi può permetterselo.
Ma la Byron di una volta non se n’è andata. Qui ancora ci si sente liberi di essere se stessi, nessuno giudica nessuno. Puoi vestirti nel modo più assurdo possibile che il massimo della reazione che puoi aspettarti di avere è un grosso sorriso. Qui puoi parlare di tutto con tutti e avere conversazioni fuori dalla norma con perfetti sconosciuti. Qui non ci si da la mano quando ci si conosce per la prima volta, ma ci si abbraccia. Byron ti insegna a praticare l’accettazione del diverso, ti insegna a non dare giudizi, ad aiutare gli altri, ad avere un’attitudine positiva verso la vita.

Non so a voi, ma a me tutto questo sembra molto alternativo.

Se vi va guardatevi il video di AwakenWithJP, dove prende in giro Byron Bay e il suo stile di vita. Fa morire!

Alla prossima!

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Ho mollato il lavoro perchè volevo viaggiare a tempo pieno. Nel mio blog vi insegno come viaggiare più a lungo spendendo meno!

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